muretto

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Street is culture oggi intervista una delle figure iconiche della scena HipHop milanese,
BBoy, Dj e padre di famiglia.
Dal leggendario Muretto di Milano e dalla crew Natural Force, Twice!

Presentati

Ciao a tutti mi chiamo Ivan C. aka Twice di Milano
Come ti sei avvicinato alla cultura HipHop?…
Mi sono avvicinato alla cultura hip hop perché un giorno vidi ballare per strada in centro
a Milano sotto i portici di corso Vittorio Emanuele alcuni ballerini di Breaking tra cui
Elektro -Sean- Nelson – Flaco – Enzo – Michele – Fabrizio,etc ,loro si esibivano
formando un cerchio enorme di spettatori facendoli divertire e meravigliare, me
compreso .

Così decisi che anche io volevo fare quelle mosse e mi impuntai di tornarci un giorno
insieme ad un amico di zona Corvetto di nome Paolino, per poi rimanerci anni.questo
ritrovo era chiamato da tutti il Muretto.
…E al Breaking?

iniziai a capire sempre più non solo i passi, ma la musica che ballavamo, ascoltavamo
molto rap old school da Grand Master Flash ai Whodini ,cold crush ,Mantronix e pezzi di
musica elettronica da Shannon ai kraftwerk ai Soul Sonic Force e sentivo che ci dava
una carica interiore fortissima ,poi abbiamo scoperto il funk tramite alcuni mixtape che
giravano, nel ghetto blaster dove James Brown era sempre presente!
Ill breaking mi ha da sempre affascinato nelle sue movenze acrobatiche ed eleganti
nello stesso tempo, nella velocità nella potenza e nel controllo di tutto il corpo nella
condivisione e il rispetto che c’era tra un ballerino de un altro ,ovviamente dopo una
sfida che poteva durare anni.ahhh
Che significato ha per te la strada?

La strada mi ha insegnato molto a tenere gli occhi aperti a mostrarmi tutto, e a saper
scegliere la via da percorrere perché quando sei in strada e non hai molto da fare e se in
compagnia con 10/15 ragazzi di famiglie disagiate, con problemi finanziari ,di salute ,di
errori precedenti, e di periferia ,cerchi di rimanere vivo, di sopravvivere con ogni mezzo,
di procurarti il necessario, di camminare a testa alta, e devo dire che tutte le energie e la
rabbia se riesci ad incanalarle e a trasformarle mettendole in tutto in ciò che fai la
differenza si vede. Perché molti dei ragazzi di strada erano e sono stati alcuni tra i
migliori ballerini che avessi conosciuto, con il loro stile la loro personalità inconfondibile.
l’importante è cambiare in meglio ed il breaking ha aiutato molto sia me che tutti questi
ragazzi che all’inizio non ci credevano ma passo dopo passo hanno visto dei
miglioramenti netti, non solo nel ballo ma anche nella vita .

Senti di poter dire che la cultura HipHop tramite il Breaking ti abbia “salvato”?
Si posso dire che la cultura Hip Hop come il breaking mi abbia aiutato molto ,io lo volevo
e così è stato.ringrazio sempre Dio per avermi mostrato tanta meraviglia sia nella danza
sia nella gente che ho conosciuto, gioiosa , solare, con la voglia di aggregazione e di
aiutare i più piccoli.

Collaborando con molte associazioni e centri polifunzionali ho visto le difficoltà che ci
sono dietro ma che con lo spirito giusto e l’aiuto dall’alto proseguono sempre.

un saluto e un abbraccio a tutti quelli che ho incontrato nel mio cammino da i BBoys a
tutte le persone che fanno parte della cultura hip hop in tutto il mondo, ai dj’s agli mc’s ai
writers ai beatboxers,Ialla mia famiglia, a te Rufy e a tutti quelli che si avvicineranno a
questa cultura che avrà tanto da regalargli.

Don’t stop!

Peace

 

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