La musica è la cura del mondo.

Nel cuore di Napoli, tra i palazzi del quartiere Materdei, si nasconde un luogo speciale, uno spazio di cooperazione e resistenza. È il Giardino Liberato, ex Convento delle Teresiane per molto tempo abbandonato e lasciato all’incuria. In tempi recenti abitanti e associazioni del quartiere l’hanno reclamato, rimettendolo in sesto e dedicandolo ad attività sociali.

È il luogo perfetto per SIC che, in collaborazione con il Centro Giustizia Minorile della Campania e finanziato dal Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità ha avviato un laboratorio di rap rivolto ai ragazzi in affido all’Ufficio Servizi Sociali Minorili di Napoli.

Condivisione, dedizione e rispetto non sono solamente le caratteristiche del Giardino, sono anche «i valori che ho provato a trasmettere ai ragazzi» racconta Massimiliano Paesano, l’istruttore di rap.

Nome d’arte BEATMAS, Massimiliano ha 24 anni, i capelli lunghi e le nocche tatuate, scrive canzoni rap da quando aveva 14 anni: «Pensa che da bambino studiavo danza classica» racconta ridendo «poi in prima media mi sono innamorato del pianoforte e non ho più smesso di suonare. Ma sono grato alla danza, praticare uno sport insegna la disciplina».

Ecco perché quando gli è stato proposto di collaborare con SIC non ci ha pensato un momento, «ho detto subito sì. Perché lo sport insegna il rispetto e la cura di te stesso, mentre con l’arte impari a dialogare con gli altri. Anche solo con un beat, non ci sono barriere.»

I primi incontri, racconta, sono andati così così; lui e i ragazzi hanno dovuto dedicare un po’ di tempo a entrare in confidenza. Un giorno alla volta si sono conosciuti, confidati e ovviamente «abbiamo ascoltato musica».

È stato fortunato, dice, perché la maggior parte di loro già sapeva fare rap «la teoria la conoscevano, il cuore degli incontri è stato riuscire a fargli capire che si può fare parte della società anche facendo il rapper. Certo, c’è gente che ancora pensa che non sia un mestiere, io ho dovuto fare l’istituto elettronico anche se volevo studiare musica. Si vive una lotta quotidiana, è dura ma non impossibile.»

Ascoltare, ascoltarsi e non mollare sono gli insegnamenti che ha provato a trasmettere ai ragazzi 

«Quando li ho portati in sala di registrazione ho visto il vero cambiamento, perché per la prima volta avevano la possibilità di risentirsi e di capire dove sbagliavano». 

Perché è impossibile non sbagliare mai, ma avere qualcuno che si siede con te, ti ascolta e ti accompagna mentre ripensi a cosa è andato storto, fa tutta la differenza del mondo.

Il problema principale di questi ragazzi è la mancanza di alternative: alcuni vengono da contesti molto degradati e hanno spesso seri problemi economici «chiaro che cerchi subito il modo per fare soldi facili»; altri hanno solo esempi distorti «mettiamo un caso generico, un ragazzino di Napoli che vuole fare il musicista; ma il padre è in carcere, la madre ha la fedina penale sporca perché vende sigarette di contrabbando, la sorella quindicenne è già madre di due o tre bambini. Se li guardi da questa prospettiva, ti viene da pensare che sia impossibile che prendano una direzione diversa. A chi possono guardare?»

La scuola spesso non si dedica a loro in maniera adeguata, eppure Massimiliano ha insegnato ai ragazzi anche la tempistica, la metrica, le rime «però con le figure retoriche si sono un po’ annoiati. La verità è che nessuno vuole perdere molto tempo con loro. Hanno la fedina penale sporca e quindi sono condannati per il resto della loro vita. Con SIC, con la musica e lo sport, gli facciamo vedere che hanno un’altra occasione. Che puoi fare il musicista anche se non hai molti mezzi e il padre avvocato. Certo, devi lavorare duro, forse due volte più duro rispetto agli altri, ma si può fare. E la ricompensa è enorme».

La ricompensa sono la dignità, il rispetto per sé stessi e la dedizione a un progetto mostrati da un ragazzo di 24 anni che passa i suoi pomeriggi a insegnare ad altri giovani, cresciuti attraversando le sue stesse strade, forse con un po’ più di sfortuna. «Per me, i ragazzi sono la mia vita. Anche loro sono ‘il futuro’, non solo quelli che hanno avuto una vita perfetta.»

Questi giovani si sentono persi. Vivendo la strada e la povertà, vivono tutti contro tutti, e fa male alla società intera, non solo a loro. Per questo è fondamentale che qualcuno gli mostri un percorso diverso, gli indichi che esiste un’altra possibilità. Magari attraverso la musica, perché senza musica «è come vedere il mondo in bianco e nero. La musica è la cura del mondo.»

Se sei parte di un’associazione o un ente e vorresti saperne di più sull’offerta formativa e i laboratori di SIC, sempre basati sui principi di inclusione e rigenerazione urbana e sociale, contattaci: saremo lieti di darti più informazioni.

Parkour, Rap e Skateboarding: queste sono state le discipline protagoniste dei laboratori di Street is Culture con l’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni de L’Aquila, che si sono tenuti nelle città di Pescara e L’Aquila.

Ognuno dei tre laboratori ha riscosso grande interesse nei ragazzi e nelle ragazze che hanno partecipato, confermando l’importanza della presenza di laboratori didattici ed educativi che rientrino negli interessi degli utenti più giovani.

In seguito riportiamo le testimonianze degli Street Masters, gli istruttori che hanno tenuto i corsi delle varie discipline:

PARKOUR:

“Nel parkour, come nella vita, gli ostacoli non si aggirano. Si  affrontano, invece, con la giusta strategia”

Alessio Scotti, Street Master per Street is Culture, descrive come questo sia uno degli insegnamenti principali della sua disciplina – il parkour, appunto – nonché un messaggio fondamentale che egli cerca sempre di trasmettere ai suoi allievi.

Il parkour è infatti una pratica sportiva nata durante gli anni ‘80 e ‘90, il cui obiettivo è quello di percorrere un tragitto da un punto “A” ad un punto “B” , affrontando con acrobazie e ingegno ogni ostacolo che è posto tra i due punti.

Questa è di per sé una grande metafora della metodologia di risoluzione dei problemi e degli imprevisti, che può essere infatti applicata in un contesto educativo come spunto di riflessione e miglioramento.

RAP:

Lo sviluppo della creatività e della capacità di espressione emozionale è stato uno degli obiettivi principali del corso di rap, durante il quale i ragazzi dell’USSM L’Aquila hanno sperimentato il processo di creazione di un brano, dalle prime fasi di ideazione del testo a quelle di registrazione della canzone nello studio dell’Associazione “Grow Up” di Pescara.

E’ stata un’occasione di riscatto sociale per i ragazzi, che attraverso la musica hanno vissuto un’esperienza fortemente positiva”, racconta il Rap Street Master Gianni Ardo, che ha curato il laboratorio a Pescara.

SKATEBOARDING:

Anche il corso di skateboarding ha avuto un grande successo ed è risultato una fonte di integrazione e socializzazione, come racconta Giulia Lime, Skateboard Street Master per SIC:  “Nonostante qualche caduta, i ragazzi continuano a mostrarsi entusiasti del corso. Lo skateboarding è uno sport che crea unione e crea una grande opportunità per integrarsi e fare nuove amicizie in un ambiente nuovo.”

Lo skateboarding è infatti una disciplina che oltre ai consueti benefici che l’attività fisica apporta al corpo umano, stimola la condivisione e la socializzazione tra pari; questo si rivela di grande aiuto in contesti sociali come quello dei ragazzi stranieri che trovano negli skatepark un punto di aggregazione in cui le barriere culturali e linguistiche perdono importanza.

Esperienze come questa sono un esempio di come le discipline street, quando insegnate attraverso metodologie didattiche innovative e motivanti,  possano portare al raggiungimento di grandi obiettivi dal punto di vista educativo.

Street is Culture, come ASD e APS, è sempre aperta a collaborazioni con enti in tutta Italia, portando laboratori volti alla veicolazione di messaggi positivi attraverso le discipline street.

 

 

Nei mesi di settembre e ottobre 2022, alcuni ragazzi individuati dall’USSM di Foggia (dislocamento dell’USSM di Bari) hanno preso parte al laboratorio di urban art di Street is Culture.

Il laboratorio, supervisionato con cura e dedizione da Raffaele Gelo, ha permesso ai partecipanti di tirare fuori il proprio lato creativo trasformando quello che era un muro grigio in un’opera di urban art.

Il fine ultimo del corso era quello di mostrare ai ragazzi l’intero processo di realizzazione di un murales e le tecniche adatte per padroneggiare l’uso delle bombolette, in modo tale da renderli autonomi e in grado di applicare ciò che hanno imparato anche in futuro, ben consapevoli degli orientamenti normativi relativi alle attività di graffitismo sugli spazi pubblici e privati trattati durante il corso.

Durante la fase relativa alla scelta del soggetto, i ragazzi hanno deciso di rappresentare un tributo ad un loro coetaneo recentemente scomparso. 

Vi è stata poi una fase di brainstorming in cui il gruppo di giovani artisti ha deciso di scegliere tre elementi da rappresentare, simboli della storia dell’amico protagonista del murales.

Anche la scelta dei colori non è stata certo casuale, con impegno e attenzione i ragazzi si sono confrontati nella scelta degli abbinamenti cromatici più efficaci.

E’ giunto poi  il momento di passare alla pratica e prendere in mano le bombolette, durante questa delicata fase del progetto l’esperienza di Raffaele Gelo è stata fondamentale nell’accompagnare passo dopo passo i ragazzi nella creazione dell’opera finita.

Hanno concluso il murales con la frase “I tuoi amici sono ancora qui e tu con loro”, una dedica sentita all’amico scomparso.

Laboratori come questo hanno una valenza che va oltre il lato puramente pratico e artistico dell’atto di creare materialmente il murales, essi sono infatti un veicolo importante di sentimenti di unione e cooperazione  fondamentali specialmente in gruppi di ragazzi che condividono esperienze di vita non sempre facili.

Street is Culture si impegna ogni giorno per portare laboratori come questo in tutta Italia, utilizzando le discipline e la cultura urban come strumento per fare avvicinare ragazzi e ragazze al mondo dell’arte e dello sport, proponendo strategie educative innovative e coinvolgenti per i più giovani.


Lanciando uno sguardo al recente passato, SIC ricorda come momento decisivo della sua storia, l’esperienza vissuta nell’autunno 2020 all’Istituto Penale per Minorenni di Bari, che ha rappresentato la prima collaborazione di SIC con il Centro per la Giustizia Minorile della Puglia e Basilicata del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

Essa si è sviluppata  grazie al sostegno economico dell’associazione onlus ”Amici di Stefano” su quattro corsi qualificati: parkour, breakdance, skateboarding e urban art.

Denominatore comune della riuscita delle lezioni è stato il coinvolgimento crescente dei giovani reclusi unito al recepimento di valori solidi per il recupero individuale del ruolo di cittadini responsabili.

A seguire le testimonianze del direttore della struttura e degli istruttori delle singole discipline.

Petruzzelli, direttore I.P.M. Bari: ”Ampia proposta di possibilita’ per cogliere valori indispensabili nella vita”

Una conoscenza casuale, attraverso la brochure recapitataci per posta, ha subito sviluppato un dialogo solido, percio’ duraturo, con Street is Culture per il suo ventaglio di proposte”.

 Nicola Petruzzelli, direttore dell’istituto penitenziario minorile di Bari, evidenzia la continuità del rapporto all’insegna della funzionalità migliore per i giovani ospiti del carcere del capoluogo pugliese.

La varieta’ di esperienze vissute dai ragazzi durante le lezioni ha consentito loro di collegarsi nuovamente con il loro vissuto migliore e ha lasciato in dote valori come abnegazione, perseveranza e tenacia che li sosterranno nel processo di reinserimento, fatto di responsabilita’ e scelte significative”: analizza il dirigente

Petruzzelli, una carriera lunga e rilevante in questo ambito, ha garantito continuità al legame con Sic passando dal supporto garantito dalla Onlus “Amici di Stefano” a quello del  DGMC Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità e CGM Centro di Giustizia Minorile, nuovo referente anche alla luce dell’investimento ottenuto per la realizzazione dei corsi.

Da quel giorno, grazie al network di insegnanti ed educatori, egli ha presentato e proposto il programma rieducativo a livello nazionale riscontrando l’interesse di  molti IPM, USSM e CDP da Torino a Taranto isole comprese.

Ci auguriamo anche quest’anno di raggiungere altri minori e giovani adulti in pena detentiva, proponendo loro tanti altri laboratori sportivi ed artistici in grado di ispirarli ad una vita sana e felice.

 

Francesco Passaquindici, istruttore parkour: ”La cultura di strada ha fatto sentire liberi i ragazzi”

”Sono soddisfatto di aver insegnato ai giovani a sentirsi liberi e ad avere cura di se stessi. Questi concetti arrivano attraverso l’allenamento costante, che forma con equilibrio e pazienza e sviluppa l’individuo per aiutarlo nel raggiungimento dei propri obiettivi personali. Non vedo l’ora di proseguire con questa opportunita’ offertami da SIC”.

Carlos Suarez, istruttore breakdance: ”Da docente neofita ho saputo conquistare i giovani”

”Nonostante la mia dedizione per la cultura dell’ hip-hop, non avevo mai avuto l’occasione di cimentarmi nell’ insegnamento delle evoluzioni dei breaker. E’ stata un’esperienza che mi ha fornito massima soddisfazione, soprattutto nel vedere trasformarsi l’indifferenza dei ragazzi – comprensibile – in vero e proprio entusiasmo. Settimana dopo settimana, infatti, i ragazzi erano sempre più disinvolti e sicuri nei movimenti e sempre più entusiasti e disponibili ad apprendere. Quando da una situazione da cui non sai cosa aspettarti ottieni questi riscontri, hai raggiunto il miglior risultato possibile”

Vito Inverardi, istruttore skateboarding: ”Grande coesione di gruppo verso una migliore visione della vita”

 

”Un corso riuscito perfettamente, che ha suscitato tanta attenzione nei partecipanti. 

I primi  insegnamenti sono stati teorici e riguardavano la psicomotricità. 

Si è poi proseguito con lezioni pratiche, durante le quali i giovani hanno realizzato rampe da skate con materiali di recupero, sulle quali hanno ampiamente dimostrato i loro progressi nell’apprendimento. 

Questi sono stati momenti in cui, come desideravo,  la disciplina che insegno è diventata una vera e propria “cura”  per ciascun individuo: parecchi di loro infatti proseguiranno con le evoluzioni sullo skateboard anche conclusa la fase della detenzione. L’approccio di rinnovata fiducia in se stessi, all’insegna di rispetto e della serenità, è  il valore aggiunto rispetto alla conoscenza della pratica di base”

 

Dario Battista, istruttore urban art: ”Graffiti per assaporare la liberta’ di esprimersi”

”L’obiettivo realizzato è l’assimilazione fiduciosa del linguaggio artistico : dal disinteresse di partenza siamo arrivati a scambio e collaborazione non solo nei miei confronti ma anche tra i ragazzi stessi.

 Decisivo il passaggio in cui non mi hanno più visto come un docente da compiacere ma mi hanno integrato nella loro condizione, passando dallo svolgere l’attività del disegno sui muri all’affrontare discorsi con me accettando consigli su tutti gli aspetti della vita che li attende” 

Quella con i ragazzi dell’Istituto Penale per Minorenni di Bari è stata un’esperienza edificante ed estremamente soddisfacente per il team di Street is Culture, la prima di una serie di  collaborazioni con  IMP e USSM in tutta Italia.

La rigenerazione sociale e urbana è da sempre tra gli obiettivi principali di Street is Culture, che è  pronta a stringere nuove collaborazioni con associazioni ed enti. 

Se sei parte di un’associazione o un ente e vorresti saperne di più sull’offerta formativa e i laboratori di SIC, sempre basati sui principi di inclusione e rigenerazione urbana e sociale, contattaci: saremo lieti di darti più informazioni.

E’ stata da poco confermata l’ultima di una serie di convenzioni tra Street is Culture e vari atenei italiani: si tratta questa volta del Politecnico di Milano.

Gli studenti del PoliMi potranno quindi  prendere parte alle proposte di tirocinio di SIC, applicate nello specifico alle facoltà di Ingegneria Gestionale e Architettura.

I tirocini sono volti a proporre al candidato un percorso di formazione nell’ambito della riqualificazione sociale e urbana; lo studente potrà infatti essere una parte attiva nelle fasi di progettualità di SIC, in corrispondenza alle sue facoltà e al corso di provenienza.

Gli studenti del Politecnico di Milano possono trovare le proposte di tirocinio qui.

Di seguito, la lista degli atenei italiani convenzionati con Street is Culture nei quali sono presenti proposte di tirocinio.

Architettura:

PoliMi – Politecnico di Milano

IUAV – Università di Venezia

Scienze della comunicazione:

UniGe – Università di Genova

UniPd – Università di Padova

UniVR – Università di Verona

UniPV – Università di Pavia

UniTS – Università di Trieste

UniBZ – Università di Bolzano

UniSI – Università di Siena

Marketing:

UniPV – Università di Pavia

UniPD – Università di Padova

UniSI – Università di Siena

UniTO – Università di Torino

Ingegneria gestionale:

PoliMi – Politecnico di Milano

UniPD – Università di Padova

Street is Culture è sempre attiva nell’ambito della riqualificazione sociale ed urbana con laboratori e proposte educative sperimentali ed innovative adatte alle più disparate fasce di età e contesti sociali.

Per informazioni riguardo ai tirocini, siamo reperibili al 3518531072 e all’indirizzo segreteria@streetisculture.com

IPM Bari : la breakdance che unisce

Street is Culture ha appena concluso il laboratorio di breakdance presso l’Istituto Penale Minorile di Bari, seguito dallo Street Master di breakdance Juliano Florio.

Juliano ha iniziato a ballare nel 1997, facendo della breakdance la sua grande passione,  insegnando in diverse scuole e utilizzando questo tipo di danza come forma di espressione e condivisione.

Juliano, brasiliano di origine e bitontino di adozione, riferisce che il laboratorio è stato un’esperienza altamente positiva sia per lui che per i ragazzi dell’IPM, che hanno colto l’occasione per imparare la disciplina ma anche per poter esprimere potenzialità che non erano mai state indirizzate nella giusta direzione.

“Io stesso ho vissuto un’esperienza in carcere minorile quando ero in Brasile” racconta  Juliano “Sono stato adottato all’età di 8 anni proprio da un carcere minorile in cui mi trovavo con mio fratello. Per questo motivo, tornare in un contesto simile e avere l’opportunità di dare ai ragazzi quello che avrei voluto mi venisse dato a quei tempi, è stata un’occasione meravigliosa”.

La riuscita di laboratori come quello appena svoltosi presso l’IPM di Bari è un grande successo per Street is Culture, che si pone come mission l’utilizzo delle discipline street in qualità di strumento educativo innovativo in grado di suscitare un forte interesse nei destinatari più giovani.

Oltre al rafforzamento e alla creazione di legami tra pari, i laboratori creativi e sportivi di Street is Culture spingono i ragazzi e le ragazze a sfruttare ed esplorare al meglio le loro attitudini e i loro talenti in un momento delicato delle loro vite.

Nella foto: Juliano Florio

Base Comune è un progetto educativo e intergenerazionale nato su iniziativa di Proodos Cooperativa Sociale , Street Is CultureAssociazione Italiacamp, finanziato dalla Fondazione San Zeno.

L’iniziativa è rivolta agli studenti e alle famiglie della IV municipalità del Comune di Napoli (nello specifico: quartieri S.Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, Zona industriale) e si pone come obiettivo la costruzione di una comunità educante per lo sviluppo di competenze “non convenzionali” nei minori e il rafforzamento di quelle genitoriali.

Le discipline street proposte da Street is Culture verranno integrate a quelle STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts & Maths) per individuare le virtù e le capacità dei giovani, catturando il loro interesse e attivando un processo di apprendimento attivo.

Base Comune è volto soprattutto a lavorare con i ragazzi sulla consapevolezza delle loro stesse capacità, rendendoli parte attiva nella progettazione del loro futuro, oltre che sensibilizzare i genitori sull’importanza del ruolo delle famiglie nel delicato processo di crescita e riscatto dei loro figli e figlie.

 

LABORATORI PROPOSTI:

 

Per i giovani: 

LABORATORI STEAM, STREET ART, STREET SPORT, ORIENTAMENTO

  • Laboratorio Street Sport: Skateboarding;
  • Streetball; BMX; Blanding; Calcio acrobatico
  • Laboratorio Danza: Breaking; Parkour; Coreografie
  • Laboratorio Music Box: rap lab;  djing; music production
  • Laboratorio dell’Immagine: realtá virtuale, realtà aumentata e grafica 2D
  • Laboratorio dei Codici: codici e intelligenza artificiale
  • Urban art, Fotografia; Video (ripresa, editing, sceneggiatura)
  • Orientamento al lavoro e autoimprenditorialità

Per la comunità educante e le famiglie: DIALOGHI DI COMUNITÀ

  • Laboratori di cittadinanza attiva
  • Parent training
  • Percorsi di sostegno alla genitorialità
  • Supporto educativo
  • Workshop di comunità

 

PROMOTORI DI PROGETTO

PROODOS Società Cooperativa Sociale,

ASSOCIAZIONE ITALIACAMP

STREET IS CULTURE Associazione Sportiva

PARTNER DI PROGETTO

PARROCCHIA SACRA FAMIGLIA

MESTIERI CAMPANIA, FILIALE DI NAPOLI

AGENZIA PER IL LAVORO, 

ISTITUTO COMPRENSIVO RUGGIERO BONGHI – NAPOLI

ISTITUTO STATALE ISTRUZIONE SUPERIORE ENRICO CARUSO – NAPOLI

 

 

 

 


Tanto entusiasmo e voglia di fare da parte dei ragazzi appartenenti al programma “Messi alla prova”, che hanno partecipato ai laboratori di urban art e rap/beatbox realizzati da Street is Culture con l’Ufficio Servizi Sociali Minorenni di Bologna.

I laboratori – svoltisi a Parma,Modena e Rimini –  sono stati veicolo di insegnamenti importanti in termini di espressione e gestione emozionale attraverso forme artistiche musicali e visive, oltre che un’occasione per i ragazzi di collaborare gli uni con gli altri e creare un vero prodotto artistico finito, gestito e creato interamente da loro.

Per il laboratorio di urban art, racconta l’insegnante Simone Ferrarini, il lavoro è stato diviso in due fasi: la prima progettuale, l’altra esecutiva. I partecipanti hanno progettato alcuni artwork rappresentanti diversi stati d’animo ed emozioni che sono stati poi riportati  sulle pareti della sede del Polo 1 di Modena con grande dedizione e interesse.

Il corso di rap/beatbox invece, seguito dagli insegnanti “Dank” e “Dhap”, è stato un vero e proprio percorso di produzione di un brano rap. Inizialmente i ragazzi si sono dedicati alla fase di scrittura e composizione della canzone, concentrandosi sulla gestione metrica delle rime e sul testo. Successivamente, essi hanno sperimentato il “Beatbox”, una particolare forma di percussione vocale in cui si simula la grancassa e il rullante della batteria con la propria voce. La traccia beatbox registrata è servita come base musicale per il testo della canzone, che è stata infine registrata in multitraccia in uno studio di registrazione professionale.

Partire da una fase di brainstorming ed elaborazione di concetti, messaggi e stati emotivi per poi affrontare un percorso artistico volto alla creazione di un prodotto tangibile, è stato di grande impatto positivo per i ragazzi, che hanno avuto modo di sperimentarsi in un ambito creativo a loro affine.

L’obiettivo di Street is Culture è quello di proporre strategie educative innovative attraverso discipline vicine agli interessi dei più giovani: siamo sempre aperti a collaborazioni con enti in tutta Italia grazie alla nostra rete di istruttori dislocati sul territorio. 

Sabato 1° ottobre 2022 Street is Culture si troverà ad Albissola Marina (SV) per l’evento “Albissola Marina in sport”, al quale parteciperà con dimostrazioni e laboratori di skateboarding, BMX, parkour e breakdance.

I nostri laboratori – insieme a tanti altri organizzati da numerose ASD del territorio savonese – si terranno dalle ore 10 alle 18 presso la Passeggiata degli Artisti – lungomare dai bagni “Le Vele” ai “Sant’Antonio”- e durante tutta la giornata sarà possibile iscriversi ai nostri corsi presso lo stand SIC.

In seguito, una breve descrizione delle discipline che grandi e piccini potranno sperimentare durante l’evento: 

BREAKDANCE: Il breaking, nato nei primi anni ‘70 a New York nel Bronx, è una delle quattro discipline fondanti della cultura hip-hop.
Permette di acquisire una buona gestione del proprio corpo, senso del ritmo ed esprimere il proprio estro artistico. È uno strumento di partecipazione e di scambio tra | giovani di diversi contesti socio-culturali e un prezioso strumento di educazione informale. Questa disciplina promuove la socialità, l’empatia, il rispetto verso il prossimo.

Nei corsi di breaking proponiamo un allenamento alla danza In diretto rapporto con la musica hip-hop, modulando il livello espressivo e spettacolare in funzione di un movimento coordinato e di un’evoluzione acrobatica.

 BMX: è l’acronimo per “Bicycle Motocross” ed è composta da cinque sub-discipline: street, park, vert, racing, e flatland.

 La storia della BMX comincia nel 19/4 negli USA con David e Lodd Banks, in particolare nelle prime rampe auto-costruite.

Nei corsi di BMX si acquisisce una buona padronanza della bicicletta, affinando gradualmente con esercizi specifici le abilità dei ciclisti al fie di garantire la loro sicurezza in tutti i tipi di movimento.

SKATEBOARDING:  Lo skateboarding nasce negli anni ‘60 in California per poter praticare Il surf anche senza mare mosso.

La forma della tavola da skate cambia nel tempo passando dal penny, al cruiser, alla tavola che conosciamo adesso, si diffonde in Italia nei primi anni ‘90, soprattutto nelle grandi città e in seguito si espande grazie alla costruzione di skate park e l’organizzazione di manifestazioni internazionali.

I corsi di skateboarding offrono varianti per l’avviamento alla pratica ma anche classi di approfondimento per i più esperti, insegnando tecniche e manovre per tutti I livelli.

PARKOUR: Il parkour è la cosiddetta “arte dello spostamento’; consiste nella capacità di adattare | propri movimenti ad ostacoli urbani e non. 

Tale disciplina nasce nelle periferie di Parigi sul finire degli anni ‘80, grazie a David Belle ed oggi è una delle discipline urbane più praticate a livello mondiale.

I nostri corsi di parkour insegnano in totale sicurezza a controllare I movimenti ed aumentare la coordinazione motoria nello spazio, per giocarvi e re-inventarlo con il corpo.

L’Ufficio Servizi Sociali per Minorenni (USSM) di Campobasso ha scelto Street is Culture per l’avviamento di un percorso educativo volto soprattutto all’integrazione e all’aggregazione attraverso la pratica sportiva e artistica, finanziato dal Dipartimento di Giustizia Minorile di Comunità del Ministero della Giustizia

Rap, Urban Art e Breakdance sono state le discipline dei  laboratori esperienziali e sperimentali  realizzati a Campobasso e Isernia dove l’educazione alla socialità e la sana espressione delle proprie emozioni, insieme al rispetto dello spazio condiviso e della “cosa” pubblica, sono stati gli obiettivi fondamentali.

L’ascolto dell’altro e di se stessi, insieme alla perseveranza, quali parte di una visione pedagogica più ampia che ha accompagnato i partecipanti verso il lavoro di squadra, la scoperta di nuove passioni e la volontà di seguire quelle già esistenti. 

Antonella Calvanese, direttrice del USSM di Campobasso, riguardo a questo progetto ribadisce “l’importanza di portare attività educative innovative strettamente legate agli interessi dei ragazzi” che hanno così imparato  a raccontarsi, misurarsi e confrontarsi l’uno nel rispetto dell’altro.

Street is Culture, attraverso l’insegnamento delle discipline della cultura street, ha come mission lo sviluppo di metodologie educative sperimentali e innovative che veicolino  valori positivi, oltre  alla riqualificazione urbana e sociale. 

Siamo sempre disponibili al lavorare insieme a enti, associazioni e istituzioni sul territorio, con istruttori esperti e qualificati ubicati in tutta Italia!