Mi chiamo Oriana Lanza e studio Disegno Industriale all’Università degli Studi di Palermo.
Quando ho scelto di candidarmi per il tirocinio in Street is Culture non è stato un caso. Alcuni colleghi mi avevano raccontato di come fosse stata per loro un’esperienza formativa, concreta, stimolante. Mi parlavano di un ambiente vivo, collaborativo. La curiosità ha fatto il resto.
Fin dal primo contatto ho percepito un’energia diversa. Non il classico contesto statico, ma un ambiente dove il confronto è continuo e ogni persona è parte attiva del processo.
Pensavo mi sarei occupata principalmente di grafica. E in parte è stato così. Ma ho trovato molto di più. Ho lavorato all’ideazione di contenuti per i social (in particolare TikTok), alla creazione di materiali grafici per eventi e campagne promozionali, alla realizzazione di video e ho scritto dei testi coerenti con i valori dell’associazione.
Ho anche supportato la pianificazione e l’organizzazione degli eventi.
Ogni contenuto aveva un obiettivo preciso. Ogni grafica non era solo un esercizio estetico, ma uno strumento per comunicare qualcosa di concreto.
La mia settimana tipo era divisa tra momenti di confronto con il team e lavoro operativo. Brainstorming, revisioni, pianificazione, pubblicazioni. Ho imparato che la creatività funziona davvero quando è organizzata.
All’università spesso si lavora su progetti simulati. In SIC ho lavorato per un pubblico reale. Ho imparato a calibrare tono, linguaggio e formato in base alla piattaforma e al target. Ho capito quanto sia importante costruire una comunicazione coerente con l’identità di un’organizzazione. Ho migliorato la gestione delle scadenze e la capacità di organizzare il mio lavoro in modo responsabile.
Il momento in cui ho capito che non era “solo un tirocinio”? Quando ho visto i miei contenuti pubblicati e utilizzati per promuovere eventi reali sul territorio. In quel momento ho sentito che il mio contributo aveva un impatto concreto.
SIC mi ha insegnato qualcosa che va oltre la tecnica: l’importanza della collaborazione, dell’ascolto, della condivisione degli obiettivi. Il lavoro di squadra è stato fondamentale. Ho scoperto di essere una persona profondamente collaborativa: il confronto migliora le idee, le rende più forti. In un ambiente partecipativo riesco a dare il meglio.
Questa esperienza ha cambiato anche il mio modo di vedere la comunicazione. Ho compreso quanto possa essere uno strumento potente per promuovere inclusione e partecipazione tra i giovani. Creatività e finalità sociali non sono mondi separati: possono unirsi in modo efficace e generare valore.
Prima di SIC ero una studentessa con competenze teoriche e progettuali. Dopo SIC mi sento una giovane professionista più consapevole, capace di applicare quelle competenze in un contesto reale.
Oggi so che vorrei lavorare in ambiti dove progettazione e comunicazione abbiano un impatto concreto sul territorio e sulle persone. Questa esperienza ha rafforzato questa direzione.
Un ringraziamento speciale va a Magid. Per la fiducia, per l’opportunità di mettermi in gioco e per aver costruito un ambiente in cui i giovani non sono semplici tirocinanti, ma parte attiva di un progetto più grande. Sentirsi valorizzati e riconosciuti nei progressi fa davvero la differenza.
Consiglierei questa esperienza a chi vuole uscire dalla teoria e misurarsi con la realtà. A chi è interessato alla comunicazione, al design, ai progetti culturali e sociali. A chi ha voglia di lavorare in un ambiente dinamico dove ogni idea può trasformarsi in qualcosa di concreto.
Oriana Maria Lanza
Disegno Industriale, Università degli Studi di Palermo
