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Mi chiamo Cristian Colombo e studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’Università degli Studi di Milano.

Quando ho scelto di iniziare il mio tirocinio in Street is Culture, la cosa che mi ha colpito di più è stata la perfetta sintonia con il mio percorso di studi. Lavorare nella comunicazione, anche da remoto, mi sembrava già un’opportunità preziosa. Ma quello che ho trovato è andato oltre le aspettative.

All’inizio pensavo di svolgere principalmente attività legate al marketing, alla ricerca e al contatto con enti e comitati. Ed è stato così, ma con una differenza importante: ho scoperto quanto dietro ogni open day, ogni corso, ogni evento che i ragazzi vivono con entusiasmo, esista un lavoro silenzioso di organizzazione e coordinamento.

È lì che ho iniziato a sentirmi parte di qualcosa di concreto.

Quello che distingue SIC, secondo me, è proprio questo: lavori per una realtà che ha un impatto diretto sui giovani, sui bambini, sulle famiglie. Non stai semplicemente facendo marketing, ma stai contribuendo a costruire opportunità reali che poi prendono vita sul territorio.

La conferma più forte l’ho avuta quando ho partecipato a un open day. Vedere dal vivo i bambini, i ragazzi e le famiglie che prendevano parte a ciò che fino a quel momento avevo vissuto solo da dietro uno schermo mi ha fatto capire il senso vero del lavoro.

Dietro una mail inviata bene, dietro una scuola contattata o un comitato raggiunto, ci sono persone vere.

Le mie settimane in SIC erano scandite da un ritmo molto preciso. Lunedì, martedì e mercoledì iniziavo presto, alternando ricerca di scuole, ITS, comitati ed enti nelle varie città alla scrittura delle email da inviare. Un lavoro che sembra semplice, ma che richiede attenzione, metodo e tanta pazienza, perché la fase di ricerca spesso è molto più lunga e articolata di quanto si immagini.

Parallelamente c’era la sfida di conciliare tutto questo con l’università.

Ed è stata una delle cose che mi ha formato di più.

Gestire il tirocinio da remoto, con giornate di lezione in presenza e scadenze reali da rispettare, mi ha insegnato a organizzare il tempo in modo molto più maturo. Ho imparato a costruire priorità, a lavorare sotto pressione e a rispettare deadline concrete, sapendo che da quella precisione dipendeva la buona riuscita di un evento.

Dal punto di vista tecnico, una delle competenze che ho sviluppato di più è stato l’utilizzo di Excel, che in SIC è diventato uno strumento quotidiano di lavoro. Essendo il mio corso universitario molto teorico, è stato fondamentale poter sperimentare finalmente strumenti pratici che troverò nel mondo professionale.

Ma il vero salto, per me, è avvenuto nel lavoro di squadra.

Nel team marketing ho trovato persone sempre disponibili, soprattutto nei momenti iniziali. E proprio da questa esperienza è nato qualcosa che oggi sento molto mio: cercare di restituire ai nuovi arrivati lo stesso supporto che ho ricevuto.

Mi piace l’idea di poterli aiutare a orientarsi, di condividere il metodo e di capire insieme come dividere il lavoro in base alle qualità di ciascuno.

È stato lì che ho scoperto una parte di me che forse conoscevo meno: la capacità di collaborare bene, di organizzare il lavoro comune e di trovare un equilibrio tra le competenze di tutti. Non serve per forza essere il leader per far funzionare un gruppo; a volte basta saper ascoltare, coordinarsi e dare il proprio contributo nel momento giusto.

A livello umano, questa esperienza mi ha lasciato ancora di più. Essendo una persona piuttosto riservata, il confronto con colleghi, genitori e partecipanti agli open day mi ha aiutato molto a uscire dalla mia zona di comfort. Parlare con persone che non conoscevo, relazionarmi con famiglie e bambini, vedere la risposta concreta delle persone agli eventi mi ha dato più sicurezza.

SIC mi ha anche fatto scoprire lati nuovi della cultura urbana. Prima la vedevo da esterno, legata magari solo allo skate o alla breakdance. Invece ho scoperto un mondo molto più ricco, fatto di discipline, territori, persone e relazioni. Anche solo organizzare eventi in città che non conoscevo mi ha dato la sensazione di attraversare l’Italia in modo nuovo.

Oggi mi sento sicuramente più pronto per il mondo del lavoro. Non solo per le competenze tecniche, ma per tutto quello che riguarda il rapporto con i colleghi, la gestione delle richieste, il lavoro sotto scadenza e la capacità di collaborare con più team contemporaneamente.

Prima di SIC ero più distante da questo mondo. Oggi mi sento più consapevole, più organizzato e più vicino a una realtà che ha un impatto reale sui giovani.

Consiglierei questo tirocinio sia a chi conosce già il mondo urban, sia a chi, come me all’inizio, ne sa poco. Perché è proprio entrando dentro questa realtà che si possono scoprire nuove prospettive, nuove competenze e magari anche nuove passioni.

Prima di chiudere, voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso questo percorso così formativo.

Un grazie speciale a Magid, per la visione, l’energia e la fiducia con cui riesce a trasformare il lavoro quotidiano in qualcosa che lascia davvero il segno. In SIC si percepisce forte il valore della collaborazione e della crescita condivisa, e questo nasce proprio dalla cultura che viene trasmessa ogni giorno.

Ringrazio tutto il team marketing, che mi ha accompagnato e supportato durante il percorso, aiutandomi soprattutto nei momenti iniziali.

Un grazie anche al team social, che nei momenti di maggiore carico si è messo a disposizione per supportarci, dimostrando quanto in SIC la collaborazione tra team sia un valore reale.

E infine il team corsi, sempre disponibile a chiarire dubbi e a dare una mano ogni volta che ce n’era bisogno.

Cristian Colombo,

Scienze Umanistiche per la Comunicazione, Università degli Studi di Milano