Quando ho scelto di fare il tirocinio in Street is Culture, non cercavo un’esperienza standard.
Frequento Design del prodotto e della comunicazione all’Università di Genova e volevo qualcosa che mi permettesse di mettermi alla prova davvero.
SIC mi è sembrata subito diversa.
Non il classico tirocinio universitario “di contorno”, ma un ruolo concreto, con responsabilità reali e possibilità di crescita.
Pensavo mi sarei occupata della comunicazione generale degli eventi.
In realtà mi sono ritrovata immersa nell’area stampa: scrivere comunicati, contattare giornalisti, costruire relazioni con testate locali, coordinare la diffusione delle notizie nelle varie città.
Ho lavorato sulla promozione degli eventi sportivi, sulla visibilità territoriale, sui rapporti con pagine Instagram e realtà esterne.
Non era solo scrivere un testo: era capire come e cosa raccontare, come posizionarlo, come farlo arrivare alle persone giuste.
La mia settimana tipo?
Flessibile, ma con una schedule precisa.
Ogni giorno sapevo cosa doveva essere fatto per rispettare le scadenze. Questa organizzazione mi è piaciuta molto: mi ha fatto capire cosa significa lavorare in un contesto strutturato, ma dinamico.
La parte più interessante? Gli imprevisti.
Un evento spostato per il meteo. Un giornalista che rimanda un’intervista. Uno skatepark improvvisamente non agibile.
In quei momenti devi muoverti velocemente: chiamare, scrivere, coordinarti con il team e trovare una soluzione. È lì che capisci cosa vuol dire fare comunicazione nel mondo reale.
Anche se il tirocinio era a distanza, il lavoro di squadra è stato costante.
Call quotidiane, confronto sulle strategie, divisione dei compiti.
Ho capito quanto sia fondamentale adattarsi ai ritmi e ai modi di lavorare degli altri.
SIC non mi ha insegnato tecniche che non conoscessi già dall’università.
Mi ha insegnato qualcosa di diverso: le dinamiche vere di un ambiente professionale. Responsabilità, organizzazione, coordinamento.
Mi sento più preparata per il mondo del lavoro perché ora so cosa significa gestire scadenze reali, relazioni esterne e imprevisti.
SIC è una realtà diversa. Inclusiva. Particolare. E soprattutto concreta.
Un ringraziamento speciale va a Magid.
Per la fiducia, per la libertà di sperimentare e per la possibilità di avere un ruolo concreto fin dal primo giorno. In un contesto come questo, la differenza la fa la guida: sentirsi ascoltati, responsabilizzati e parte di un progetto più grande cambia completamente il modo in cui vivi un tirocinio.
E questo, in SIC, si percepisce.
Emma Froli,
Design del prodotto e della comunicazione, Università di Genova
